sad_babyE’ l’argomento del momento e, partendo dai politici, tutti devono esprimere la loro opinione sulla Stepchild Adoption, tutti tranne, ovviamente, chi più ne avrebbe titolo.

I media stanno veramente facendo una pessima informazione. In questi giorni non si è sentita un’intervista ad un giudice del tribunale dei minorenni, o rappresentante di associazioni che si occupano di adozioni o, ancora meglio, ad un figlio adottivo ormai cresciuto in una coppia omosessuale (sì, ci sono, più avanti vedremo come).

Tutti hanno interesse a dire qualcosa sui diritti di chi può o non può adottare, tutti però dimenticano che l’unico interesse che conta è quello dei BAMBINI, non quello dei genitori adotttivi o biologici e men che meno quello dei politici, cardinali o opinionisti dell’ultima ora.

Cerchiamo di capire di cosa stiamo parlando.

La stepchild adoption (tradotto letteralmente “adozione del figliastro”, ma così suona male) è una istituzione che poco o nulla ha a che fare con l’istituto della adozione che più o meno tutti conosciamo, si tratta della POSSIBILITA’, sancita legalmente sin dal 1984, di uno dei membri di una coppia di essere riconosciuto come genitore del figlio, biologico o adottivo, del compagno. In pratica uno dei due partner deve essere già genitore del figlio e convivere stabilmente (da almeno tre anni) con l’altro.

Allo stato attuale la legge è valida solo per le coppie eterosessuali (anche non sposate) ma la legge Cirinnà di cui si sta discutendo in questo momento, estenderebbe il diritto anche alle coppie omosessuali.

Per capire meglio, prestiamo attenzione a questi quattro punti:

  • Il bambino deve essere già figlio di uno dei due conviventi;
  • La coppia deve essere già convivente da almeno tre anni;
  • Il bambino deve essere in affidamento esclusivo al genitore nella coppia.
  • In Italia, per fortuna, l’adozione non è mai il diritto di un genitore ad avere un figlio ma sempre il diritto di un figlio ad avere un genitore e deve essere deliberata da un giudice del Tribunale dei Minorenni che, dopo una indagine decide in merito.

Nonostante le immagini dei quotidiani di questi giorni ritraggano spesso due uomini con una carrozzina, dal lato pratico, sono rarissimi i casi di coppie gay che rientrano nella casistica: uno dei due dovrebbe aver messo incinta una donna che poi sia morta o abbia deciso di non occuparsi più del figlio accettando l’adozione del partner omosessuale del padre biologico.

Più facile immaginare una coppia lesbo dove una delle due sia rimasta incinta da un uomo sconosciuto o che non ha riconosciuto il figlio (per non pensare alla possibilità di fecondazione eterologa in qualche stato estero).

In ogni caso il bambino sta già crescendo all’interno della coppia con due madri o due padri e nulla cambierà la situazione, che la legge venga approvata o meno.

L’unica cosa che cambia è se il genitore biologico venisse a mancare, nel caso non venga approvata la legge Cirinnà, il bambino che deve già subire la gravissima perdita del genitore deve essere tolto all’altra persona che l’ha amorevolmente cresciuto fino a quel momento perchè privo di diritti.

Chi vi scrive è un genitore adottivo (nel senso più “classico” del termine) e sono convinto che ognuno la può pensare come meglio crede sul diritto delle coppie omosessuali di poter adottare o meno, e sull’argomento non credo che ci sia una opinione giusta o sbagliata, fatevi dettare la vostra dalla vostra cultura o dalla vostra religione, non importa. Ci sono pro e contro in ogni caso.

Ma la possibilità per legge (attuale) di poter strappare un bambino che ha subito il terribile trauma della perdita di un genitore alle cure di quello che lui considera comunque come altro genitore, non solo non è giusto, ma è un atto di barbarie e viola i più sacrosanti diritti umani e dell’infanzia.

Qui non si tratta di dare diritti ad una coppia omosessuale, ma ad un bambino che già sta vivendo in una coppia omosessuale di avere due genitori “ufficiali” ed eventualmente anche ad aver diritto all’eredità del genitore acquisito, davvero c’è qualcosa da discutere in merito? Qualcuno ha il coraggio di negargli questi diritti?
Ricordiamoci poi che comunque l’adozione avverrà solo dopo la valutazione di un Giudice del Tribunale dei Minori che valuterà attentamente, potendosi anche avvalere di una indagine di psicologi dei servizi sociali, prima di emettere la sentenza.

All’inizio di questo post ho scritto che chi è parte in causa non viene sentito dai media, c’è una petizione già firmata da 667 tra magistrati, docenti, e avvocati, (persone competenti sull’argomento) per la approvazione della stepchild adoption, eppure nessuno ne parla. Ovviamente è una campagna politica, nulla di male se non fosse fatta sulla pelle dei bambini.

 

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